JavaOne e mobility
Si è chiusa il 19 Maggio JavaOne, la conferenza annuale tenuta dalla Sun a San Francisco. E’ la conferenza dove si incontrano aziende e individui che utilizzano Java per lo sviluppo di sistemi informatici di tutti i tipi, dai gestionali aziendali ai dispositivi mobili, dalle tecnologie di base alle applicazioni per utenti finali.
Ho seguito la conferenza attraverso il suo sito web. Anche se ci sono state numerose sessioni dedicate ad ambiti specifici di utilizzo, l’interesse e l’importanza della conferenza è dato dalle sue sessioni plenarie, dove esperti e responsabili illustrano dove Java sta andando come linguaggio e come tecnologia. E’ il posto dove curiosare per scoprire le innovazioni, direzioni nuove e i temi caldi per il prossimo anno.
In numeri, quello che coglie l’attenzione è la diffusione di Java: più di 3 miliardi di dispositivi in tutto il mondo, di cui 800 milioni di desktop, 1 miliardo di cellulari e dispositivi mobili in generale e 1 miliardo e mezzo di smart card. L’ambito dei dispositivi mobili è interessante: se da un lato parliamo di applicazioni semplici come rubriche telefoniche e giochini scaricabili a un euro l’uno, dall’altro i numeri sono abbastanza grandi da creare potenziale e nuove opportunità.
La stessa Sun parla di prima “ondata” dei dispositivi mobili, quindi di qualcosa non ancora maturo ma che comunque serva a (a) familiarizzare gli utenti con la tecnologia e creare richiesta e (b) sviluppare l’offerta hardware e software con prodotti sempre migliori e a minor costo. E interessante abbastanza? Un po’ di scetticismo è necessario dopo aver visto il mercato dei PDA rimanere di nicchia e quello dei tablet PC non decollare neanche. Forse perché il prodotto di riferimento (che il classico PC desktop con schermo da 17 pollici o più e connessione a larga banda) è così buono che lascia poco spazio a prodotti diversi. Però è anche vero i portatili stanno superando i desktop nelle vendite, che gli utenti hanno alcune necessità specifiche (come leggere la posta fuori dall’ufficio, vedi Blackberry) e che i cellulari contituiscono un formato di grandissimo successo che non è in competizione né con i desktop né con i laptop.
Sarà interessante vedere se la “ricetta” Java su dispositivi mobili funzionerà così com’è stata delineata e come eventualmente l’hardware o il software dovranno evolvere.